ARTERIOSCLEROSI E CARDIOPATIA ISCHEMICA
di Alberto Dea

La lesione fondamentale della malattia aterosclerotica è la placca ateromatosa che provoca una diminuzione del calibro delle arterie, una predisposizione alla trombosi ed alle calcificazioni endoarteriose. Nella placca sono presenti cellule muscolari lisce, grassi quali colesterolo e colesterolo esterificato, collageno, piastrine, calcio e cellule infiammatorie. 

     

 

MEDICINA CLINICA

La cardiopatia ischemica è rappresentata da una diminuzione del flusso ematico nelle arterie coronarie per ostruzione da fenomeni arteriosclerotici, con una evidente scarsa ossigenazione miocardica, e predisposizione all’ infarto miocardico( I.M.A.).

Gli studi epidemiologici hanno consentito 
di individuare vari fattori di rischio quali:

 età

 sesso
 dieta non adeguata
 dislipidemia
 ipertensione arteriosa
 diabete mellito
 obesità
 abitudini voluttuarie
 vita sedentaria
 stress psicofisici

Il colesterolo e i fosfolipidi sono importanti costituenti delle membrane cellulari, mentre i trigliceridi sono una fonte di energia per l’ organismo.
Le lipoproteine LDL rappresentano il veicolo del colesterolo, mentre le HDL provvedono al suo trasporto dai tessuti al fegato, affinché venga eliminato con i sali biliari: si intuisce quindi facilmente il beneficio rappresentato da una elevata quota ematica di lipoproteine HDL. 

Nei soggetti adulti normali la concentrazione del colesterolo totale dovrebbe essere inferiore a 200mg./dl. Valori compresi tra 200 e 239mg./dl sono da considerarsi di pericolo, mentre quelli superiori a 240mg./dl sono decisamente elevati: il consiglio rimane quindi quello di monitorare periodicamente, con semplici analisi del sangue, i valori dei vari parametri lipidici.

Il trattamento dietetico è da considerarsi il primo approccio al paziente affetto da ipercolesterolemia, cercando di diminuire la quota alimentare di colesterolo, ridurre l’ apporto di grassi, ridurre gli zuccheri semplici, raggiungere il peso ideale, aumentare la quantità di fibre vegetali.
L’ aumento, invece, delle HDL può essere incrementato dall’ esercizio fisico 
( specialmente attività aerobiche ), da un’ assunzione moderata di alcool, da un buon controllo del diabete, dall’ interruzione del fumo, dall’aumento dell’ assunzione alimentare di pesce. 

Il tabagismo predispone i vari distretti vascolari al fenomeno dell’ arteriosclerosi e alla cardiopatia ischemica. I pazienti che non sospendono tale abitudine dopo I.M.A. presentano una probabilità doppia di eventi coronarici fatali.

L’ ipertensione arteriosa rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per la cardiopatia ischemica, per cui, il trattamento ed il controllo farmacologico di tale affezione diminuisce la possibilità di instaurarsi della cardiopatia coronarica e migliora la sopravvivenza in pazienti con pregresso I.M.A.

Una delle complicanze del diabete mellito, invece, è rappresentata dall’ arteriosclerosi dei grossi vasi come le arterie cerebrali, coronarie e periferiche
( macroangiopatia ) per cui un buon compenso metabolico di tale malattia rappresenta una diminuita probabilità di cardiopatia ischemica o malattia aterosclerotica, più in generale. 

L’ obesità, inoltre, prevede un programma di rieducazione fisica e calo ponderale allo scopo di ridurre il rischio coronarico e aterosclerotico anche se non è ancora ben nota l’ entità dell’ impatto di queste misure in studi controllati.

 

TERAPIA FARMACOLOGICA

 Antiaggreganti piastrinici 
 Beta bloccanti
 Antiipertensivi
 Antidiabetici
 Farmaci ipocolesterolemizzanti 

Una nuova categoria di farmaci che dagli studi controllati attualmente 
a disposizione dimostra un notevole interesse clinico è rappresentata dagli OMEGA-3.
Tale presidio terapeutico può considerarsi un integratore alimentare perché è rappresentato da acidi grassi poli-insaturi della serie omega-3, che, aggiunto ad una normale dieta mediterranea e alla terapia tradizionale, riduce la mortalità nel post-infarto del 20% e il rischio di morte improvvisa del 45%.
Gli acidi grassi polinsaturi si trovano in natura nel pesce e la quantità terapeutica consigliata quotidianamente e utilizzata nei trials clinici ( GISSI Prevenzione ) potrebbe essere contenuta in 45gr. di merluzzo oppure in 71gr. di acciughe o in 83 di aringhe o 91 di tonno o 100 di salmone o 500 di pesce spada o addirittura 1000 di sogliola.
Gli straordinari risultati di tali studi hanno stimolato l’ attuazione di ulteriori approfondimenti per cui, nell’ immediato, inizierà un monitoraggio a medio termine di 10.000 pazienti che verranno reclutati dai medici nel corso della loro attività quotidiana.