LA  CEFALEA
di Martina Pilla

Il termine cefalea si riferisce ad un vasta gamma di disturbi diversi, caratterizzati dal mal di testa: i tipi più diffusi di cefalea sono la cefalea muscolo-tensiva e la cefalea di natura vascolare, chiamata emicrania.
Si riscontrano  frequentemente forme miste di cefalea che comprendono sia la componente muscolo- tensiva che la componente vascolare.

     

 

MEDICINA CLINICA

CEFALEA MUSCOLO TENSIVA

La cefalea muscolo tensiva è quella forma di mal di testa che si manifesta con un dolore sordo e continuo, che  può  presentarsi come un senso di costrizione intorno alla testa,  dolore “ a fascia”, oppure può interessare tutta la testa, il cosiddetto dolore “a casco”.

La cefalea muscolo tensiva può essere di tipo episodico o cronico.

La cefalea muscolo tensiva di tipo  episodico, è sporadica ed è strettamente legata a fattori di stress ambientale o mentale; essa  si mantiene solo fino a quando  cessa il fattore di stress.

Invece la cefalea muscolo tensiva  di tipo cronico si presenta  con una frequenza  elevata, solitamente   uno o due attacchi alla settimana, con variazioni dell’intensità del dolore nell’arco della giornata. La cefalea cronica si può mantenere anche in assenza di condizioni stressanti. Perciò è estremamente utile  intervenire con prontezza per prevenire che una cefalea episodica si trasformi in cronica.

Nella cefalea muscolo tensiva il dolore  è causato da una involontaria e protratta contrazione dei muscoli della nuca, del collo, delle spalle e delle tempie. Successivamente si instaura un circolo vizioso per cui la contrazione provoca il dolore e il dolore a sua volta provoca un ulteriore contrazione; in questo modo il mal di testa  persiste e si autoalimenta.

La contrazione muscolare ( che causa la cefalea)  è uno dei modi attraverso cui l’organismo esprime la condizione di attivazione generale in cui si trova 
(vedi ansia).

Questa attivazione generale  dell’organismo serve per mobilitare le risorse interne  affinché la persona possa reagire alle condizioni  esterne o interne che valuta stressanti.

EMICRANIA

L’emicrania è quella forma di cefalea  che comincia come un dolore pulsante ad un lato del capo, sincrono con il battito cardiaco che spinge il sangue nei vasi sanguigni (arterie) . Con il progredire dell’emicrania il dolore tende a farsi più continuo. A questo dolore si possono accompagnare nausea e vomito.

L’attacco di emicrania può essere preceduto da un’ aura, cioè una serie di sintomi , quali ad esempio nausea, ipersensibilità alla luce, disturbi visivi, disturbi del linguaggio e un senso di intorpidimento.

L’emicrania può essere di tipo classico o comune. L’emicrania classica è preceduta dall’aura, mentre l’emicrania di tipo comune non è preceduta dall’aura.

Nell’emicrania il dolore è causato da una  persistente dilatazione o aumento di volume dei vasi sanguigni del cranio,  in particolare dell’ arteria temporale.

La dilatazione di queste arterie del cranio stimola le fibre nervose sensitive del cuoio capelluto, che trasmettono l’informazione del dolore. Successivamente le pareti dei vasi sanguigni si irrigidiscono, e ciò rende la stimolazione delle fibre nervose sensitive continua anziché pulsante.

Questa vaso-dilatazione è un meccanismo  di compensazione dovuto ad una precedente eccessiva vaso-costrizione. 

La vaso- costrizione la vaso-dilatazione si verificano mediante la contrazione o il rilassamento dei muscoli lisci che costituiscono le pareti dei vasi sanguigni.

La vaso- costrizione dipende dall’attivazione del sistema nervoso simpatico, che è quella parte del sistema nervoso autonomo che predispone l’organismo a reagire a condizioni stressanti. La vaso - costrizione è anche la causa dell’ipertensione arteriosa di tipo essenziale.

INTERVENTO

Il trattamento delle diverse forme di cefalea può essere  sia di tipo farmacologico (vedi terapia farmacologica delle cefalee) che di tipo non  farmacologico. In molti casi è bene associare i due tipi di trattamento.

Il trattamento non farmacologico consiste nell’utilizzo  di alcune tecniche di rilassamento, tra cui il training autogeno, insieme ad un dispositivo per il biofeedback.

Mediante le tecniche di rilassamento ed il biofeedback una persona può imparare ad indurre un rilassamento a livello della muscolatura scheletrica, in modo da poter prevenire l’insorgenza della cefalea  da tensione muscolare ed  eventualmente alleviarla in modo significativo qualora si dovesse presentare.

Inoltre queste tecniche permettono ad una  persona di imparare a modificare volontariamente la contrazione ed il rilassamento dei muscoli  lisci che costituiscono le pareti dei vasi sanguigni ( meccanismo di vaso-costrizione  e vaso-dilatazione). In tal modo si agisce direttamente sul meccanismo che causa il dolore nell’emicrania, sia a livello preventivo che a livello sintomatico.

In alcuni casi può essere utile cercare di comprendere quali sono i fattori psicologici stressanti che contribuiscono all’insorgenza  e al mantenimento della cefalea ( vedi ansia).