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ANORESSIA 1 Il principio della giusta
alimentazione parte dal giusto "sapersi nutrire". |
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PSICOLOGIA CLINICA |
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Scoprire le patologie che sottendono ai disturbi significa, in linea generale, andare a trattare la rabbia compressa che spesso origina il bisogno compensatorio del cibo.
Tutte queste sensazioni trovano, in condizioni nomali, della adeguate risposte, mentre, in condizioni patologiche, la risposta comune a tutti gli stimoli sopraelencati è il cibo.
La terapia di questo tipo di patologia del comportamento alimentare non mira alla cosidetta "guarigione" ma cerca di riuscire a far gestire alla paziente il rapporto col cibo. Quindi il messaggio che verrà costantemente lanciato alla paziente sarà: "non voglio farti ingrassare ma farti raggiungere un equilibrio" ed il pasto quindi sarà visto non come cibo ma come medicina, come una terapia . L'errore di percezione del proprio corpo consiste nel non saper più valutare dal punto di vista psico-fisico la propria condizione. L'anoressia è rappresentata da un clichè comportamentale che si esplicita in iperattività, difficoltà di rapporti interpersonali, difficoltà dei rapporti con la famiglia, apparente sopravvalutazione di se stessi, calo della libido, depressione, ansia e scarsa autostima.
L'approccio da parte
dell'operatore nei confronti di questa patologia non deve essere
certamente tecnicistico, deve superare l'atteggiamento a volte
provocatorio delle pazienti, si deve basare su una buona interazione
medico-paziente. Leggi anche Anoressia 2
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