ANORESSIA 1
di Alberto Dea

Il principio della giusta alimentazione parte dal giusto "sapersi nutrire".
Il concetto che si possano impiantare dei disturbi nell'alimentazione deve tenere sempre presente la possibilità di una serie di concause che devono essere valutate sia dal punto di vista del comportamento che del vissuto culturale di un soggetto.
 

     

 

PSICOLOGIA CLINICA

Scoprire le patologie che sottendono ai disturbi significa, in linea generale, andare a trattare la rabbia compressa che spesso origina il bisogno compensatorio del cibo.

Schematicamente 
si possono individuare come stimoli determinati la

 insicurezza

 stanchezza

 solitudine

 emozioni

 noia
 paura
 rabbia
 tensione
 bisogni

 fame

Tutte queste sensazioni trovano, in condizioni nomali, della adeguate risposte, mentre, in condizioni patologiche, la risposta comune a tutti gli stimoli sopraelencati è il cibo.

L'anoressia più in generale può considerarsi

rifiuto di mantenere il peso a livello minimo normale (per età, sesso, etc.)

intensa paura di aumentare di peso o ingrassare, anche se sottopeso

disturbi del modo di sentire il peso e le forme del proprio corpo, influenzando la valutazione di sè

amenorrea per almeno 3 cicli

La terapia di questo tipo di patologia del comportamento alimentare non mira alla cosidetta "guarigione" ma cerca di riuscire a far gestire alla paziente il rapporto col cibo.

Quindi il messaggio che verrà costantemente lanciato alla paziente sarà: "non voglio farti ingrassare ma farti raggiungere un equilibrio" ed il pasto quindi sarà visto non come cibo ma come medicina, come una terapia .

L'errore di percezione del proprio corpo consiste nel non saper più valutare dal punto di vista psico-fisico la propria condizione.

L'anoressia è rappresentata da un clichè comportamentale che si esplicita in iperattività, difficoltà di rapporti interpersonali, difficoltà dei rapporti con la famiglia, apparente sopravvalutazione di se stessi, calo della libido, depressione, ansia e scarsa autostima.

Caratteristiche
dal punto di vista clinico

il dimagrimento

ipertricosi, irsutismo

amenorrea

alopecia

onicopatia (distrofia delle unghie)

disidratazione - cute ipoelastica

odontopatia

senso di freddo

ipotensione

edemi (gonfiori)

parestesie (formicolii)

cute ipercromica (giallastra)

L'approccio da parte dell'operatore nei confronti di questa patologia non deve essere certamente tecnicistico, deve superare l'atteggiamento a volte provocatorio delle pazienti, si deve basare su una buona interazione medico-paziente.
In particolare, il medico deve attuare nei confronti della paziente:
accoglienza, compresione empatica ed accettazione incondizionata della paziente stessa. Solo così si potrà instaurare un vero rapporto, di piena collaborazione e di sana confluenza.

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