BIOFEEDBACK

di Martina Pilla

Biofeedback è un termine inglese composto da BIO che significa "biologico" e FEEDBACK che significa "segnale di ritorno".

Il biofeedback e' una procedura clinica consistente nel presentare ad un paziente le informazioni relative all’andamento delle sue funzioni biologiche, mediante l’utilizzo di apparecchiature adatte.

     

 

PSICOLOGIA CLINICA

I segnali biologici provenienti dal corpo ( per es. l’attività dei muscoli e la temperatura cutanea) vengono registrati, misurati e resi noti alla persona in tempo reale attraverso immagini presentate su uno schermo e dei segnali acustici.

Mediante la rilevazione strumentale e la osservazione dell'andamento di una o più di queste funzioni diventa possibile modificare queste funzioni attraverso la volontà consapevole.

Con il biofeedback l 'obiettivo che si cerca di perseguire è quello di permettere ad una persona di regolare funzioni biologiche che di norma non sono sotto il controllo volontario, come ad esempio la temperatura cutanea.

In altri casi il biofeedback serve per regolare funzioni che rientrano sotto il controllo volontario, come ad esempio l’attività dei muscoli scheletrici, ma alle quali la persona solitamente presta scarsa attenzione.

Il biofeedback è un metodo non invasivo, non farmacologico e privo di effetti collaterali.

Il biofeedback è un metodo che aiuta a superare i problemi legati agli stati d’ansia e a molti disturbi psicosomatici.

Esistono tante procedure di biofeedback quanti sono i parametri biologici registrabili senza ricorrere a metodiche invasive.

Due importanti e diffuse tecniche
di biofeedback

 1. il biofeedback elettromiografico

 2. il biofeedback della temperatura cutanea.

1. IL BIOFEEDBACK ELETTROMIOGRAFICO

Dal punto di vista fisiologico, il biofeedback elettromiografico misura il livello di scarica delle fibre nervose motorie che innervano il muscolo.

Il biofeedback elettromiografico si occupa di misurare l’attività’ dei vari gruppi muscolari, per fornire al paziente informazioni continue in tempo reale sullo stato di tensione muscolare.

Utilizzando le informazioni sulla tensione muscolare il paziente viene addestrato a ridurre progressivamente la contrazione muscolare fino a raggiungere uno stato di rilassamento.

Per aiutare il paziente ad entrare in uno stato di rilassamento spesso si utilizzano insieme al biofeedback alcune tecniche specifiche di rilassamento, quali ad esempio il training autogeno o il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson.

Il parametro monitorato , cioè il tono muscolare, ricade per la maggior parte sotto il controllo diretto della volontà, tuttavia ci sono molto spesso situazioni che portano una persona a sviluppare tensioni muscolari in vari distretti corporei senza rendersene conto, e queste tensioni possono essere, per esempio, la causa di cefalea muscolo-tensiva oppure possono associarsi comunque a stati ansiosi.

I muscoli piu’ frequentemente monitorati sono il muscolo frontale, e il trapezio. Questa scelta dipende dal fatto che questi muscoli riflettono più di altri il grado globale di tensione dell’organismo.

2. IL BIOFEEDBACK DELLA TEMPERATURA CUTANEA

Il biofeedback della temperatura cutanea consiste essenzialmente nel fornire indicazioni al paziente riguardo la temperatura delle dita allo scopo di addestrarlo ad ottenere un un aumento della temperatura cutanea periferica.

Da un punto di vista fisiologico, il parametro che il paziente modifica è il flusso del sangue nel distretto circolatorio cutaneo.

La temperatura cutanea periferica e' inoltre un indicatore fedele del livello di attivazione nervosa dell'organismo. Infatti in condizioni di stress emotivo, si osserva una notevole vasocostrizione cutanea periferica mentre il rilassamento psicofisico induce una vasodilatazione.

Il Sistema Nervoso Autonomo regola il flusso del sangue, agendo sulla contrazione o sul rilassamento dei muscoli lisci che costituiscono le pareti dei vasi sanguigni.

Un aumento della temperatura cutanea è collegato ad una condizione generale di rilassamento psicofisico, mentre una diminuzione della temperatura cutanea dipende da una condizione di attivazione dell’organismo.

La rilevazione della temperatura viene effettuata mediante una piccola sonda posta a contatto della pelle.

Ciò che è utile monitorare non è tanto il valore assoluto della temperatura, molto variabile da individuo a individuo, quanto le modificazioni della temperatura rispetto al valore iniziale della seduta di biofeedback.

Le applicazioni cliniche del feedback termocutaneo nella terapia della emicrania si fondano sulla relazione esistente tra bassa temperatura cutanea delle mani ed inizio della crisi cefalagica.

Il training termocutaneo consente al paziente di imparare ad aumentare la temperatura delle mani provocando una vasodilatazione generale che in una percentuale considerevole stronca sul nascere l'episodio cefalagico.

Il feedback termocutaneo puo' quindi essere usato come tecnica di rilassamento generale psicofisico.