PSICOSOMATICA 4
di Alberto Dea

Il termine olistico individua un approccio che include sia il corpo che la mente e il motivo per cui alcuni non riescono a portare avanti fino in fondo il processo di guarigione dipende dal fatto che non tutti abbiamo la stessa capacità di mobilitarlo.

Le emozioni positive aiutano di più a guarire.

     

 

PSICOSOMATICA

Gli aminoacidi influenzano l’ attività cerebrale. Il latte, il pollo, le banane e i vegetali a foglia verde sono considerati cibi felici perché stimolano la dopamina. I cibi dolci e grassi sarebbero tipici cibi tristi perché stimolano l’ acetilcolina, un prodotto chimico “negativo”.

Acetilcolina e nor-adrenalina sono neurotrasmettitori, come i peptidi, la dopamina, etc. Se ne contano circa una cinquantina. Le endorfine e le encefaline regolano la tolleranza al dolore. Le emozioni forti, ad esempio, sono in grado di elevare la soglia del dolore.
Tuttavia i livelli ematici di endorfina non corrispondono esattamente alla quantità di dolore provata. Il Naloxone, antagonista della morfina, fa ricomparire il dolore trattato con analgesici, ma anche quello trattato con placebo. Per alcuni pazienti, però, il Naloxone è ininfluente. Forse esiste un controllo superiore.

Negli anni 80 si scoprirono recettori dei neurotrasmettitori e neuropeptidi sui monociti. Quindi si può ipotizzare che il SNC non invia impulsi che viaggiano solo lungo gli assoni, ma invia anche dei messaggi attraverso tutto lo spazio del corpo. Recettori analoghi, infatti, furono scoperti anche a livello di intestino, reni, stomaco e cuore.

Niente si muove senza coinvolgere il tutto e la mente si proietta ovunque nel nostro spazio interno.

Risposta ad un evento stressante:
-stomaco e intestino smettono di digerire ( reazione corretta e automatica )

-stress prolungato: riprende la digestione - conflitto con la parte che continua 
a comandare il blocco della funzione - gli organi perdono i ritmi naturali
( lo stomaco secerne nei momenti sbagliati, il colon avrà degli spasmi -
ulcere, coliti etc. ) 

Una neoplasia in un certo distretto dell’ organismo, non è la stessa un anno dopo perché le cellule originarie non esistono più in quanto hanno ceduto il posto a nuove cellule. Quindi esiste una forma di memoria biologica.
L’ impulso nervoso di una preoccupazione può apparire nello stomaco come ulcera, nel colon come colite o nella mente come ossessione. La preoccupazione prende una forma diversa da organo a organo, ogni parte del corpo percepisce la preoccupazione e ogni cellula lo ricorda

Le cause fisiche di malattia sono parziali: ad es. non tutte le persone messe 
a contatto con un virus, ammalano. Dipende dal momento. E’ più logico quindi pensare al paziente, alla persona, piuttosto che alla sua malattia.

La realtà soggettiva e quella oggettiva sono strettamente collegate. Quando la mente cambia, il corpo non può che adeguarsi. 
Finchè il paziente è convinto dei suoi sintomi, resta intrappolato in una realtà dove ‘essere malato’ è l’ input dominante. 

La malattia non può avere il sopravvento se l’ospite non l’accetta.
Ogni sistema può funzionare se cambia il nostro tipo di partecipazione alla malattia.

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